Orietta Andreani durante un trattamento osteopatico

Una medicina manuale centrata sulla persona

Osteopatia

Riconoscere ciò che limita la funzione, restituire mobilità e aiutare il corpo a ritrovare una migliore capacità di equilibrio e recupero.

Che cos’è l’osteopatia

La persona è un’unità.
Il sintomo è una parte della storia.

L’osteopatia è una professione sanitaria che utilizza un approccio manuale per valutare e trattare le disfunzioni somatiche. Parte da una conoscenza precisa dell’anatomia e della fisiologia e osserva come strutture e funzioni si influenzano reciprocamente.

Il dolore può manifestarsi in un punto diverso da quello in cui ha avuto origine la perdita di mobilità. Per questo l’osteopata non tratta soltanto la zona sintomatica: ricerca le relazioni che stanno modificando l’equilibrio globale della persona.

I principi

Il corpo dialoga
in ogni sua parte

Struttura, funzione, circolazione dei fluidi e capacità di adattamento sono aspetti inseparabili della stessa persona.

01

Unità del corpo

Muscoli, articolazioni, fasce, cranio, diaframmi e mobilità viscerale partecipano a un unico sistema.

02

Struttura e funzione

Una restrizione di mobilità può modificare la funzione; migliorare la relazione tra le strutture può favorire il recupero.

03

Autoregolazione

Il trattamento ricerca le condizioni nelle quali l’organismo possa utilizzare meglio le proprie capacità di adattamento.

Orietta Andreani durante un trattamento osteopatico di piedi e caviglie

Il trattamento osteopatico

Una scelta di tecniche
per quella persona.

Non esiste una manipolazione valida per tutti. Dopo la valutazione scelgo tecniche strutturali, funzionali, fasciali, cranio-sacrali, viscerali o di bilanciamento, adeguandole all’età, alla sensibilità e alla condizione del paziente.

Il trattamento può agire su articolazioni, muscoli, fasce e rapporti funzionali tra le diverse aree. L’obiettivo è ridurre le restrizioni, migliorare la qualità del movimento e incidere sulle componenti somatiche che mantengono dolore o disturbi funzionali.

La risposta del corpo viene rivalutata durante la seduta e negli incontri successivi: il percorso cambia insieme alla persona.

Professione di primo contatto

Posso rivolgermi
direttamente all’osteopata?

Sì. Non è necessaria una prescrizione medica per richiedere una valutazione osteopatica. L’osteopata raccoglie l’anamnesi, esamina gli eventuali referti disponibili e utilizza osservazione, palpazione e test specifici per stabilire se il trattamento è indicato.

Se emergono segnali d’allarme, una possibile patologia non diagnosticata o la necessità di esami e cure differenti, indirizza al medico. Quando invece non esistono controindicazioni, pianifica autonomamente il trattamento e può collaborare con altri professionisti se questo offre un vantaggio al paziente.

Scopri le indicazioni al trattamento

La prima seduta

Dall’ascolto al trattamento

Orietta Andreani durante la valutazione osteopatica della schiena e del bacino
Ogni percorso comincia dall’osservazione e dall’ascolto della persona.
01

Anamnesi

Il motivo del consulto, la storia clinica, i traumi, gli interventi, le abitudini e gli esami disponibili.

02

Valutazione

Osservazione globale, palpazione percettiva e test osteopatici per individuare le disfunzioni somatiche.

03

Trattamento

Tecniche manuali selezionate in sicurezza e adattate alla persona e al contesto clinico.

04

Rivalutazione

Controllo dei cambiamenti ottenuti e definizione del percorso, delle priorità e dell’eventuale follow-up.

Cosa si ricerca

Non soltanto meno dolore.
Una funzione più libera.

La riduzione del dolore è spesso il primo cambiamento percepito, ma il trattamento ricerca anche maggiore mobilità, respiro più libero, migliore qualità del sonno, recupero dopo uno sforzo e possibilità di tornare a usare il corpo con fiducia.

Nei disturbi cronici l’obiettivo è individuare e modificare le componenti somatiche che continuano ad alimentare il sintomo. In alcune situazioni il miglioramento può essere rapido; in altre è necessario un percorso progressivo, soprattutto quando il corpo ha costruito compensi da molto tempo.

Domande frequenti

Prima di una seduta

Quanto dura un trattamento osteopatico?

La durata dipende dalla tipologia di seduta e dalla complessità della valutazione. In genere un incontro richiede circa 45–60 minuti; la prima visita può essere più lunga.

Le manipolazioni sono dolorose?

Le tecniche vengono selezionate per essere sicure e rispettose. Alcune aree possono essere sensibili, ma il trattamento viene continuamente adattato alle sensazioni e alla risposta della persona.

Servono radiografie o altri esami?

Non sempre. Quando il caso richiede una diagnosi di esclusione o una migliore comprensione del quadro clinico, può essere utile visionare esami già eseguiti o richiedere un approfondimento medico.

Quante sedute sono necessarie?

Non esiste un numero valido per tutti. Dopo la prima valutazione e la risposta iniziale al trattamento è possibile formulare un’indicazione più precisa e rivalutarla nel tempo.

Il trattamento è adatto a ogni età?

Sì, tecniche e intensità vengono adattate. Neonati, bambini, donne in gravidanza, adulti, sportivi e persone anziane presentano esigenze profondamente differenti.

Si può associare ad altre cure?

Sì. Il trattamento può integrarsi con percorsi medici, odontoiatrici o riabilitativi quando indicato. È importante comunicare terapie e farmaci in corso durante l’anamnesi.

Valutazione osteopatica

Iniziamo da ciò che il corpo racconta.

Per comprendere l’origine funzionale del tuo disturbo e costruire un trattamento personale.

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